Venosa è ricca di testimonianze della sua antichissima storia, oltre all’importante sito preistorico di Notarchirico, si trova un’importante area archeologica romana nella località di S. Rocco.
Gli elementi più interessanti del parco archeologico sono senza dubbio le terme e l’anfiteatro. Sono presenti, inoltre, molte testimonianze di domus private.
Il complesso termale si compone di diversi ambienti, in particolare si osservano che nel tepidarium sono rimasti piccoli pilastri in mattone, e il frigidarium ha dei pavimenti a mosaico con soggetti geometrici di animali marini.
L’anfiteatro di età Giulio Claudia poteva accogliere circa 10 000 spettatori ed era di forma ellittica, se ne conserva parte del perimetro e delle parti muratura negli stili opus mixtus e opus reticulatus.
A Venosa è possibile vedere il passaggio sfumato dall’antica Roma al medioevo, che prende forma concreta nell’abbazia della Santissima Trinità, con la sua stratificazione conserva integrati elementi di epoche successive.
Dall’esterno si nota una doppia struttura che comprende due chiese che risalgono all’epoca normanna. La prima, detta la chiesa antica, è in stile romanico, a pianta basilicale a tre navate, e conserva al suo interno traccia del pavimento della precedente basilica paleocristiana del VI secolo d.C., a sua volta edificata su un tempio pagano del dio Imeneo. Inoltre a un piano inferiore sono state ritrovate dei pavimenti a mosaico di una domus privata di età imperiale.
Adiacente a questa chiesa vi è poi un’altra costruzione molto suggestiva, nota come la chiesa incompiuta. La sua costruzione fu iniziata nel XIII secolo, ma fu sospesa per carenza di fondi. Oggi rimane esattamente come è stata lasciata all’epoca. Il perimetro a croce latina absidata è completo dei muri innalzati e ben conservati, all’interno due arcate complete, cinque colonne corinzie e un pilastro portante, parte della facciata e del battistero sono gli elementi che riuscirono a costruire prima di abbandonare l’opera.